Affidabilità

Perché puoi fidarti del numero

DSMS ti chiede di inserire i pasti a occhio, senza bilancia. È una promessa impegnativa: va dimostrata. Abbiamo preso 16 giornate vere di diario — 150 voci alimentari, grammature stimate a occhio, nessun dato costruito ad hoc — e le abbiamo messe alla prova. Qui il racconto in parole semplici; chi vuole rifare i conti trova metodo e dati completi nella pagina tecnica.

1. Due governi, stessi conti

I valori nutrizionali di DSMS vengono dalle tabelle del CREA, l'ente di ricerca italiano sull'alimentazione. Ma confrontare DSMS col proprio stesso database non dimostrerebbe nulla. Così abbiamo rifatto tutti i conti — le stesse 150 voci, con gli stessi grammi — usando i database del governo americano (USDA): due enti nazionali, laboratori diversi, tagli di carne e ricette diverse.

Risultato: sul totale dei 16 giorni la differenza è del 2,1%. Quindici giorni su sedici entro l'11%. C'è un giorno che diverge di più — colpa di una divergenza reale tra le due fonti sui ravioli al vapore — e lo mostriamo invece di nasconderlo.

Grafico: kcal giornaliere del diario valutate con DSMS/CREA e con USDA a confronto, 16 giorni
Fig. 1 — Lo stesso diario, valutato con le tabelle italiane (CREA) e americane (USDA): sul cumulato la distanza è del 2,1%.

Morale: il database non è il collo di bottiglia della precisione. Se due governi, misurando in laboratorio in modo indipendente, arrivano a un 2% di distanza sul tuo trend, inseguire il grammo esatto non è dove si gioca la partita.

2. Il motore sa di non sapere

DSMS non ti mostra mai un numero secco spacciandolo per esatto: ogni giornata ha il suo intervallo plausibile, la banda dentro cui il valore vero ragionevolmente sta. Ma un intervallo è utile solo se è calibrato: troppo stretto e mente, troppo largo e non dice niente.

L'abbiamo verificato simulando 20.000 scenari di errore realistico: ogni grammatura del diario perturbata a caso del ±20%, l'errore tipico di chi stima a occhio. Il 96,3% degli scenari cade dentro l'intervallo che il motore aveva dichiarato. E anche portando l'errore a un ±35% — una stima proprio sciatta — la copertura resta all'85%.

Grafico: distribuzione delle simulazioni Monte Carlo rispetto alle bande di incertezza dichiarate dal motore
Fig. 2 — 20.000 simulazioni di errore da stima a occhio contro la banda dichiarata dal motore: il 96,3% ci cade dentro.

3. Gli errori a occhio si compensano

Il motivo per cui tutto questo funziona è statistico, e vale la pena vederlo: con circa 9 voci al giorno, gli errori di stima indipendenti si compensano tra loro. Sbagli in su la pasta, in giù l'olio, in su il pane — e la somma sbaglia molto meno delle parti.

livelloerrore tipico
singola voce inserita a occhio±20%
kcal della giornata±8%
kcal cumulate sui 16 giorni±2%
Grafico: l'errore di stima si riduce passando dalla singola voce alla giornata al cumulato
Fig. 3 — La compensazione degli errori: ±20% sulla voce diventa ±2% sul trend.

E c'è una coincidenza che non è una coincidenza: l'incertezza da stima a occhio sul cumulato (±2,1%) è della stessa grandezza della differenza tra i database di due governi (+2,1%). Tradotto: pesare tutto al grammo non migliorerebbe la stima del tuo trend più di quanto la cambierebbe scegliere le tabelle di un altro paese. Il trend — l'unica cosa su cui DSMS ti chiede di ragionare — è robusto per costruzione.

4. E quando l'errore non si compensa? Il motore si aggiusta

C'è un tipo di errore che la statistica non perdona: quello sistematico. Se sottostimi sempre le porzioni, o dimentichi sempre l'olio della padella, gli errori non si compensano — si accumulano. Lo diciamo apertamente perché è il limite vero della compensazione, ed è il motivo per cui il motore non è statico. Lo gestiscono tre meccanismi:

È il pezzo che chiude il cerchio: la legge dei grandi numeri gestisce l'errore casuale, gli aggiustamenti gestiscono quello sistematico.

Anche i dati di partenza sono stati messi alla prova

Il motore ragiona su un catalogo di piatti preparati che produciamo noi. Abbiamo confrontato anche quello con i piatti misurati dal governo USA: sulla parte confrontabile del catalogo, la differenza mediana è dello 0,8%, senza bias sistematico. Il confronto ha anche fatto emergere alcuni piatti con errori veri, ognuno con una causa precisa nella pipeline che li genera: li stiamo correggendo, e racconteremo qui anche quella storia — perché un errore trovato, spiegato e corretto vale più di una media lusinghiera.

Vuoi rifare i conti? Metodologia completa, dataset scaricabili, mapping voce per voce ed esclusioni dichiarate: la pagina del metodo. Limiti compresi: un solo utente, 16 giornate — è una validazione di coerenza, non uno studio clinico, e la trattiamo come tale.